Mentorship

Un autentico mentor non è né un formatore che vuole plasmare a immagine e somiglianza un gruppo di discenti …

né un coach che deve allenare una squadra – per sua natura tribale e competitiva – solo a vincere il più possibile …

ma piuttosto un essere umano che deve affiancare un giovane principe [Telemaco] nell’affrontare e superare una poli-crisi e, allo stesso tempo, completare la propria Bildung [maturazione] in modo da poter fiorire e conquistare il proprio ruolo di leader.

Una sorta di preparatore (non solo atletico ma anche mentale e culturale), dunque, che è anche consigliere – che dà indicazioni non tanto (anche se capita) su come agire ma su come, perché e quando irrobustirsi.

Il mentor deve anche avere il gusto dell’innovazione e quindi continuare a studiare e sperimentare nuove (o antiche) tecniche di allenamento, coerenti sia con le sfide della contemporaneità sia come le specificità dell’essere umano contemporaneo.

Ciò che conta è avere un fine che orienta la nostra vita. In questo modo la drammaticità della fine assume il significato di essere anche il fine naturale verso cui tendere. 

È quindi più importante il percorso che non la destinazione.

"Virtù della mentorship trasformativa"

COS’È LA MENTORSHIP TRASFORMATIVA?

La trasformative mentorship è un servizio di mentorship il cui fine è completare l’ultimo miglio del cambiamento – quello più personale che tocca non solo i comportamenti ma anche la sensibilità, la mentalità e la percezione di sé (e conseguentemente l’autostima). L’obiettivo è accompagnare l’individuo o il team in una nuova zona di confort legata al possesso di nuove competenze – prevalentemente soft skill – coerenti con le sfide che il contesto pone.

Questa mentorship lavora sulle competenze/capacità e sul mindset ma interagisce anche con la dimensione emotivo-psicologica, più però come dato di partenza (per riconoscere le forme di disagio legate all’incapacità di padroneggiare ciò che il cambiamento richiede) che non come strumento di intervento; non è cioè un’attività di coaching, anche se alcuni cambiamenti devono essere emotion-enabled.

La sua efficacia richiede la compresenza di tre specifiche «capacità»:

  • manageriali, legate all’esperienza maturata sul campo, per creare empatia e credibilità reciproca e ri-conoscere velocemente situazioni tipiche;
  • tecniche, per aiutare il o i mentoree(s) a completare e mettere a terra quella specifica competenza;
  • emotivo-psicologiche, per saper «gestire» il disagio, il timore e il senso di inadeguatezza che nasce (anche) dal cambiamento.